La favola delle notti in un van

C’era una volta Iggy Pop a palla nello stereo: “I am a passenger, and I ride and I ride…”. Una Principessa moderna con anella al naso si allaccia la cintura, controlla lo specchietto, inforca gli occhiali da sole, ingrana la prima, alza lentamente la frizione e fa un cenno di assenso al suo Principe rasta. Partiti!

Dove andranno? Dove mangeranno? Dove si laveranno? Alzata di spalle con finta nonchalance. “Ovunque ci andrà di farlo. Abbiamo la nostra casa sempre con noi”.

Sì, sì, tutto molto figo, tutto molto alternativo. Ma dove dormirete? “Ah”.

Nei passati 8 mesi di vita in un van, io me lo sono spesso chiesta. La nostra esperienza in fatto di nottate trascorse in macchina si limitava a poche ore di sonno inebriato di birra sul lungomare della riviera romagnola, dopo aver fatto l’alba nei locali. Come tutti gli avventurieri dei van, abbiamo collezionato nottata dopo nottata, errore dopo errore, una certa consapevolezza su dove sia permesso (o consigliato) dormire dentro a un veicolo in Australia. E anche su dove sia vietato (o altamente sconsigliato!).

van life
Rest area in una foresta di pini, Victoria.

In linea generale, se non espressamente vietato dai segnali affissi lungo le strade o nei parcheggi (non potrete non notarli, i divieti australiani sono chiarissimi!), la sosta “overnight” è concessa in tutte le aree di sosta australiane per agevolare i viaggiatori che devono coprire lunghe distanze sulle highway.

In particolare, in questi mesi ci ha accompagnato la ricerca costante della peculiare Rest Area autorizzata, che è segnalata sempre da un cartello blu con alberello, panchina e, a seconda della fortuna, gli indistinguibili omini stilizzati delle toilette.

rest area australia
Fonte: ExplorOz.com

Disseminate lungo tutte le highway e nei villaggi di media grandezza, la costruzione e il mantenimento delle Rest Area sono a volte sponsorizzate dalla loggia massonica internazionale dei Lions Club, che non mancano di comunicare all’utenza questo impegno civico con una bella segnaletica autocelebrativa. I servizi possono variare da aree barbecue attrezzate e coperte, bagni in muratura, parcheggi ampi, qualche sentiero percorribile a piedi con pannelli illustrativi dell’area.

Se possibile, però, evitate le Rest Area lungo le strade e con un investimento di pochi euro affidatevi a WikyCamps Australia. Si tratta di un’App a pagamento gestita dagli utenti, contenente recensioni e segnalazioni aggiornate sulle aree di campeggio libero gratuite più vicini a voi. Inserendo i filtri desiderati (ad esempio campeggi, caravan park, aree sosta overnight, bagni, docce, campeggio gratuito, richiesta donazione, etc., …) troverete segnalati sulla mappa una miriade di spot deliziosi con i commenti di chi ha appena usufruito delle aree.

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Illaroo Campground, New South Wales.

Se siete fortunati scoprirete piazzole immerse nel verde di un parco nazionale o di una foresta statale, dove poter accendere un fuoco per cucinarvi la cena, addormentarvi con i suoni dei cockaburra e svegliarvi lentamente con la luce rosa dell’alba.

Quando siete obbligati a viaggiare sulle highway senza opzioni di deviazioni per cercare un campeggio nella natura, però, il mio consiglio è di seguire le indicazioni per le Rest Area ufficiali, onde evitare di incappare in queste situazioni sfortunate.

Se siete un poco sfortunati, la Rest Area segnalata è adiacente alla strada principale (dunque rumorosa) e ha bagni con porte e sciacquone (molto bene!), che vengono puliti ogni giorno dagli operatori del distretto (il quale però non fornisce la carta igienica!). Avrete a disposizione due barbecue (uno sarà certamente bruciato dal grasso della carne, l’altro occupato da un gruppetto chiaccherone di Grey Nomads), e una fontanella con acqua potabile, dove potrete riempire la tanica per cuocere la cena. Ma voi, naturalmente, siete arrivati col buio per macinare più chilometri possibili e molti viaggiatori si sono già sistemati con camper e van nell’area di sosta, creando una comfort zone di 3 metri tra sé stessi e gli altri furgoni. Voi troverete un ultimo microscopico posticino libero per il vostro van, dopo mille manovre al buio, a 5 minuti a piedi sia dal bagno che dalla fontanella (che saranno ovviamente una dalla parte opposta rispetto all’altra!). Quasi sicuramente il terreno sarà in pendenza o in salita (“Ecco perché non ha parcheggiato nessuno!”), perciò uno dei due dormirà in bilico.

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Gordonvale rest area, Queensland.

Se siete mediamente sfortunati, la Rest Area segnalata corrisponde a un “Service Centre” (l’Autogrill australiano) e passerete la notte sotto a un lampione in un mega parcheggio aromatizzato al McDonald, circondati di tir di vacche che muggiscono e scalpitano nei container. A ogni calcio e muggito corrisponde una fitta di dolore nella vostra coscienza: il destino delle povere mucche si respira già nell’aria, pesante per questo mix sadico di molecole di hamburger e letame. Sorridete però: solitamente questi autogrill mettono a disposizione docce calde e gratuite per i viaggiatori, potrebbe valerne la pena…!

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Area di sosta nell’outback tra Northern Territory e Queensland.

Se siete molto sfortunati, l’area di sosta ha pochi o zero alberi, toilette chimiche senza acqua corrente e strabordanti, fa un caldo asfissiante per poter accendere il gas del fornelletto e non avete altro che pasta da cuocere per la cena, ma le mosche o le zanzare vi assalgono appena decidete di scendere dall’auto. Laddove riusciate a farlo, sarete inebriati dall’odore dei rifiuti e delle miscele organiche umane.

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Se la sfortuna evolve in sfiga, la Rest Area che avete scelto per la notte è del tipo appena descritto ma nel bel mezzo del deserto, ed è vuota. Ciò significa che ogni singolo rumore notturno che vi solleticherà le orecchie e vi farà pensare ad un animale o un malintenzionato: sarà mica che il killer di Wolf Creek ora faccia incetta di backpackers dentro a van sgangherati?

 

2 pensieri su “La favola delle notti in un van

  1. La vera verità è che, anche se ti lavi poco e dormi male, questa “vanlife” ti rimane proprio nel cuore. Pensaci! Ora che siete (lo siete già?) cittadini australiani potreste investire qualche soldino in comfort che noi backpacker di passaggio non ci siamo potuti permettere…

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