Tasmania è donna: l’ultima aborigena

La guerra coloniale che ebbe luogo in Tasmania durò circa 12 anni e comportò, tra le altre conseguenze, l’estinzione di massa della popolazione aborigena autoctona, tanto da istigare un dibattito storico tra chi vorrebbe definire la mattanza un vero “genocidio coloniale” per la violenza e la rapidità della tragedia.

Le placche commemorative della denominata Black War costellano i siti turistici, per sollevare dallo stomaco il peso che le violenze perpetuate gravano sulla memoria storica.

Sull’isola di Bruny spazzata dal vento sorge il Truganini Lookout, un belvedere panoramico a 360° di straordinaria bellezza sull’istmo The Neck. Questa striscia di terra di 5 km collega la metà settentrionale e meridionale dell’isola ed è stato dedicato alla Signora Truganini, l’ultima aborigena tasmaniana.

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Truganini nacque intono al 1812 a Bruny Island. Figlia del capo della popolazione aborigena nativa dell’isola, visse in prima persona le violenze e i successivi tentativi di conciliazione degli Europei sbarcati in Tasmania. Dopo che la mamma fu uccisa dai marinai inglesi, la sorella rapita, il promesso sposo ucciso dai coloni e lei stessa ripetutamente violentata, ad appena 17 anni fu forzatamente deportata nella colonia di Flinders Island con gli ultimi superstiti tasmaniani, molti dei quali morirono a causa delle malattie importate dai colonizzatori.

Dopo una breve parentesi di ribellione armata contro gli inglesi a cui partecipò anche questa coraggiosa donna uscendone gravemente ferita, gli ultimi superstiti furono trasferiti in un insediamento “protetto”: dei circa 5.000 aborigeni nativi tasmaniani, nel 1860 ne rimanevano solo 14.

Nel 1876 morì anche Truganini, l’unica discendente diretta della popolazione aborigena della Tasmania.

In cima al Truganini Lookput, dell’ultima aborigena tasmaniana resta solo una placca commemorativa. Lungo l’istmo i mari s’incontrano senza raggiungersi mai, una metafora struggente dell’incontro mancato tra aborigeni ed europei.

Uno scontro impari, piuttosto, sfociato in annientamento fisico, culturale e in un considerevole disagio sociale della popolazione nativa, come presto impara chi viaggia in Australia dal vecchio mondo.

 

2 pensieri su “Tasmania è donna: l’ultima aborigena

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