Pipì ad alta quota: il WC più alto d’Australia

In viaggio da ormai due mesi nel continente, non finiamo più di stupirci dei primati e delle specialità di cui si fregiano orgogliosamente molte cittadine australiane, puntandovi i riflettori con accattivanti cartelli stradali per attirare i viaggiatori.

Partendo da “La città più vivibile del mondo” (ovviamente parlo di Melbourne, Victoria), passando per “Il primo pub del Territorio del Nord” (la minuscola Kulgera, Norther Territory), “La città sotterranea” (la post-apocalittica Coober Pedy, Northern Territory), “Il villaggio più amichevole del Queensland” (la sorridentissima Cloncurry, Queensland), terminando con “Il paese dei dinosauri” (l’adorabile kitsch di Richmond, Queensland).

Mai e poi mai, però, mi sarei sognata di visitare il luogo dove, nel 2007, è stata eretta la public toilet più alta d’Australia.

E dove se non sul Monte Kosciuszko (pronunciato all’australiana: ko-zi-oz-kooou), a 2.228 metri, ossia la vetta più alta del continente?

L’etimologia particolare del nome si deve all’esploratore polacco (ebbene sì, primato australiano, ma scoperta tutta europea!) che per primo tracciò il sentiero e scalò la vetta, dedicando l’impresa al generale polacco lituano Tadeusz Kościuszko.

La sommità del monte, che si trova nel comprensorio omonimo del Kosciuskzo National Park, “accanto” alle Snowy Mountains, è raggiungibile in giornata con un trekking di 6-8 ore (poco più di 22 chilometri seguendo la Main Range walk), parcheggiando la macchina nei pressi di Charlotte Pass, dopo aver pagato un pedaggio di 17$ a veicolo.

Il sentiero inizia a 1.837 metri in una vallata dolce e brulla che mi ha ricordato molto i paesaggi tabulari degli altipiani sudamericani. Mount Kosciusko, come gran parte delle catene montuose australiane, ha una formazione geologica antica, caratterizzata da antichissime cime profondamente erose dagli agenti atmosferici o dalle attività estrattive.

L’escursione, infatti, pur chilometricamente lunga, procede dolcemente sul versante ampio della montagna, su strade larghe coperte di ghiaia o terriccio che ricordano più delle mulattiere che dei sentieri di alta montagna. Ciò permette però di godere del panorama mozzafiato intorno, valicando anche qualche ruscello o lago alpino.

Man mano che si sale e si raggiunge Rawson Pass, da cui continua il trekking per la vetta, le margherite della neve argentate e le rose di montagna lasciano spazio alle rocce di granito e ai cespugli secchi. Iniziamo ad arrivare in vetta, ed eccolo stagliarsi davanti a noi: IL BAGNO!

Bunker-Loo

Nei vecchi tempi, essere un alpinista significava cogliere l’opportunità di restituire alla Natura ciò che essa ci aveva dato, usufruendo rispettosamente dei grandi spazi aperti e con tanto di palettina per … sotterrare le vergogne.

Ora invece, la civilizzata Australia, ci concede il lusso di non doverci nascondere più dietro un comodo arbusto per la privacy, né di segregare in uno schifoso sacchetto di plastica le salviette igieniche usate, per liberarcene una volta discesi a valle. A 2.228 metri sul livello del mare, camuffato sotto una collina in stile bunker e con i colori ramati del panorama circostante, sta infatti la più alta toilette del continente!

L’ubicazione bizzarra di questo WC nella mia esperienza “alpinistica” non ha eguali. Sembra che le mosse di protezionismo territoriale che l’Australia spesso adotta non si facciano spaventare dell’altimetria.

Durante le ricerche per completare questo articolo, mi sono imbattuta in un comunicato stampa del National Parks and Wildlife Service del New South Wales, ente che si occupa della gestione e manutenzione dei parchi, che nel 2007 costruì in fretta e furia il gabinetto per accogliere adeguatamente l’ondata di visitatori e le loro incombenze. Il turismo escursionistico nel parco (al di fuori della stagione invernale) vanta circa 100.000 visitatori ogni anno, ma grazie ad un ingegneristico sistema di pompe e drenaggi, il problema dello smaltimento delle tracce umane è stato definitivamente risolto.

Ora potrete godervi l’ebrezza di salire sul picco più alto d’Australia senza farvela sotto dall’emozione!

 

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Photo Credits (quelle serie!): Andrea Messina

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