Le salviette son le tue migliori amiche

Abbiamo comprato il nostro van a Brisbane, da un backpacker italiano che come noi sognava di viaggiare Down Under. E soprattutto, di risparmiare tutto ciò che poteva in ostelli e trasporti

Il nostro Kia Pregio bianco del 2003 aveva già camminato 270.000 km quando è diventato la nostra casa. Ottime condizioni meccaniche, dotato di attrezzatura da campeggio, di una batteria secondaria con convertitore di corrente, tanica d’acqua da 40 litri e serbatoio di benzina ausiliare per le lunghe distanze.

L’abitacolo è spazioso, un tre posti confortevole per le lunghe trasferte.

“Potrò leggere con le gambe incrociate, depilarmi, preparare dei panini o scrivere mentre Andre guida” ho pensato io.

“Posso mangiare e dormire, scaccolarmi e fare la formazione del Fantacalcio mentre la Benny guida” ha pensato Andrea.

L’interno del van, accessibile da un portellone laterale a scorrimento, era stato progettato e costruito dal precedente proprietario, quindi avremmo abitato una casa quasi vergine, un lusso per il mercato dei vanlifer.

Diversamente da altri furgoni, il designer varesotto che ci ha venduto il Kia, aveva deciso di inserire la zona cucina sulla sinistra del portellone d’entrata ed esattamente dietro ai sedili del passeggero e guidatore, anziché sul retro. Per cucina intendo un fornelletto a gas da campeggio, appoggiato su un piano in compensato da lui stesso disegnato e intagliato.

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Molti camperisti sistemano il fornelletto e i vari container con il necessario per cucinare nel bagagliaio, in modo tale da poter rimanere in piedi e essere eventualmente protetti da pioggia e intemperie grazie al portellone posteriore, che si apre verso l’alto. Questa disposizione comporta però l’uscita dal van tutte le volte che si deve cucinare o si ha bisogno di qualche cibo. “Le estati australiane sono tanto torride quanto gli inverni sono rigidi. Quando ho fatto la stagione invernale in campagna, era impagabile potersi scaldare il caffè e il pane nel calore del van alle 4 di mattina, prima di iniziare a raccogliere tutto il giorno sotto la pioggia e sommerso nel fango!”.

La parete in legno della cucina ospita inoltre una mensola adatta a contenere la tanica d’acqua con rubinetto annesso. Se sospesa a testa in giù, la tanica funge da rubinetto con acqua corrente (quindi l’abitacolo si trasforma in cucina o in bagno, a seconda delle parti da lavare!). Lo scolo dell’acqua avviene grazie ad un lavandino-secchio di plastica giallo ultra moderno con tubo annesso, che drena a terra l’acqua. Non proprio eco-friendly, ma sorvoliamo.

Sulla destra del portellone è stata costruita un’altra struttura in compensato rigorosamente di color marron cartone, simile a una libreria, che arriva al soffitto del furgone. Qui è possibile riporre ordinatamente scatole per vestiti e libri.

Il resto dello spazio (circa 9 metri quadri, forse meno!) è occupato dal ripiano di compensato su cui poggiano cuscini e materasso.

L’asse del letto/divano è in parte pieghevole per poter essere sollevato, e all’interno di questo baule a scomparsa è possibile stivare altrettanti contenitori con vestiti, medicinali, scarpe, libri, coperte, sacchi a pelo … il minimo indispensabile per una vita di tutti i comfort on the road!

Completa l’arredamento un finto parquet di plastica, un effetto noce listellare per la precisione, poggiato sopra ad uno strato di isolante termico: questi due materiali sottilissimi ci separano dalla lamiera interna del furgoncino, che era stata dipinta con una bomboletta spray di un brillante azzurro Tiffany.

Infine, la ciliegina sulla torta: un soffitto ricoperto da un tessuto giallo pieno di luci Led collegate alla seconda batteria, che illuminano a giorno la cabina posteriore del van.

Tutti i finestrini sono protetti con il classico parasole in alluminio per auto, per cercare di mantenere il van protetto dall’inclemente sole australiano, nonché dagli occhi indiscreti dei passanti. La parte interna è invece rifinita da eleganti tendine di colore grigio chiaro con linee bianche romboidali, appese a un filo da lavoro. Ganci, cordicelle, fascette e mollette sparsi all’interno del furgone fungono da attaccapanni, stendino provvisorio, agganci per vari oggetti che cambiano posizione in continuazione, nell’incessante partita di un Tetris contro il Kia che non vinceremo mai!

Niente bagno, ovviamente, e niente privacy. “Di necessità virtù” dicevano. “Hai voluto la bicicletta …” dicevano.

Così, le salviette detergenti neutre per bambini sono diventate le nostre migliori amiche.

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