Antiche cascate e vortici sotterranei: Waa Gorge

L’Australia è tra le terre emerse più antiche e, non a caso, alcune delle sue peculiarità naturalistiche risalgono a epoche preistoriche e sono frutto del lavoro di vento e acqua sulle rocce vulcaniche. Ad alcuni luoghi sono anche legate leggende aborigene e stranezze degli abitanti del luogo.

La storia delle piscine naturali di Waa Gorge e del mulinello d’acqua sotterraneo che le alimenta rimane un fenomeno ancora avvolto nel mistero, in bilico tra scienza, geologia e mito. Secondo i locali, la fenditura sotterranea che genera il mulinello è un vero pozzo senza fondo e alcuni sostengono che arrivi al centro della terra: molti scienziati hanno tentato con svariati strumenti di misurarne la profondità, apparentemente senza risultato. Per questo ci si può tuffare nelle piscine senza timore di cozzare contro le rocce o sul fondo, siccome il fondo … non c’è!
Persino raggiungere Waa Gorge ha una sfumatura fiabesca e avventurosa. Dalla strada principale si passa a una carrareccia immersa nei campi ed occorre varcare diversi cancelli e proprietà private, dove pascolano beate vacche e vitellini sorprese dall’arrivo di un intruso. L’unica segnaletica alle piscine è rappresentata da alcune assi di legno su cui qualcuno ha dozzinalmente inciso “To Waa Gorge – no through road”. Una strada senza ritorno!

Finalmente arriviamo nel parcheggio, che è deserto. Ci inoltriamo in quello che sembra essere l’unico sentiero e finalmente troviamo un pannello esplicativo che ci mette in guardia circa l’impraticabilità del tracciato in caso di piogge. Le piscine sono infatti accessibili solo attraverso un’accidentata escursione di circa un’ora a ridosso delle colline del comprensorio del Monte Kaputar. Il sentiero si confonde spesso nella foresta, che è viva e respira. Un albero caduto, qualche roccia franata, un fiumiciattolo gonfio d’acqua piovana fino al giorno prima secco, il passaggio di una famiglia di canguri: ci rendiamo conto di essere noi gli ospiti della foresta!

Andrea e io abbiamo raggiunto le piscine solo grazie a un provvidenziale Pollicino che ha pensato di legare qualche nastro rosa agli alberi o ai cespugli, rendendo l’escursione una curiosa caccia al tesoro.

Giunti alla Gorge, abbiamo infatti trovato una gemma nascosta nel selvaggio e fiero paesaggio del bush: una serie di tre brillanti piscine naturali scavate nella roccia, in forte contrasto con il rosso delle cime circostanti e il verde luminoso della foresta circostante. Ci siamo goduti il fresco dell’acqua sorgiva, senza però avere il coraggio di tuffarci.

Chissà che le ninfe sommerse non ci trascinino giù negli abissi del Waa Gorge, a milioni di anni di distanza …

Photo Credits: Andrea Messina

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